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come trasformare un cucina col microcemento

il microcemento come complemento d’arredo per trasformare una cucina anonima in una cucina moderna (senza spendere un capitale 😉 ) Quella di cui parliamo oggi è la storia di Marco e Sara una giovane coppia di Roma che dovendo cambiare la cucina hanno pensato anche di togliere le vecchie piastrelle ed il vecchio pavimento. “onestamente non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di sostituire la vecchia ceramica con un altro pavimento in gres porcellanato. Fra tutte le ricerche fatte l’unica cosa che ci soddisfaceva era un rivestimento in resina o microcemento”.   Perchè conviene usare il microcemento o la resina per coprire rivestimenti e pavimenti in ceramica? Le motivazioni sono molteplici e proviamo ad elencare le principali: nessuna necessità di dover smantellare i vecchi rivestimenti e pavimenti. Il microcemento rivestirà completamente la superficie rendendo inutile lo smantellamento del supporto. Questo si tramuterà in un considerevole guadagno economico oltre che di tempo, in quanto si salterà tutta la fase delle demolizioni, del rifacimento del massetto, della rasatura delle superficie e del costo di smaltimento dei calcinacci assenza di fughe=maggiore pulizia le fughe sul pavimento e sui rivestimenti sono da sempre sinonimo di ricettacolo di sporcizia. Lo stucco dopo qualche anno inizia a saltare lasciando anche degli antiestetici “buchi” sulla superficie, ma sopratutto inizia a cambiar colore andando a “disegnare” un reticolato chiaro/scuro  inguardabile. I pavimenti in resina e microcemento, al contrario, uniformano tutta la superficie eliminando alla radice il problema delle fughe  rendendo nel contempo più agevole ed efficace la pulizia della superficie. possibilità di scelta fra effetti e colorazioni pressochè infinite ebbene si, le resine ed il microcemento sono colorabili a piacimento e per questo personalizzabili al 100%.  Anche la texture ed il livello di matericità del materiale è personalizzabile. resistenti  sia che cada accidentalmente dell’olio, dell’acido del caffè del sapone le resine ed i microcementi  non subiranno alcuna variazione di colore e di tono. Se anche dovesse cadere un piatto nel 90% delle volte resisteranno all’impatto e nel 10% restante si scalfiranno e saranno riparabili in poco tempo  (guarda il nostro video  su come le abbiamo maltrattate e messe sotto stress) impermeabili sono trattate in modo tale da essere impermeabili all’acqua, pertanto risulteranno resistenti anche al vapore e all’acqua tanto che potrai metterle anche nelle vasche da bagno come applicare il microcemento in cucina Il lavoro svolto a casa di Marco e Sara è durato circa 8 giorni, durante tutto questo periodo non hanno potuto usufruire della cucina, pertanto si sono organizzati per mangiare in altro modo. L’abrasione delle superfici è stata la prima cosa che abbiamo fatto. Questa operazione, che prelude all’applicazione della rete di armatura e alla stesura della prima mano di microcemento, è fondamentale affinchè il microcemento aderisca bene alla superficie. Prima ancora abbiamo verificato la tenuta del supporto. E’ importante fare questa verifica per evitare che in futuro  la piastrella muovendosi lesioni anche il microcemento. Sempre per questa ragione si utilizza la rete come armatura in modo da “donare” al microcemento (o alla resina) un supporto ancora più stabile e resistente. Il lavoro procede poi con l’applicazione in più mani di microcemento e terminerà con l’applicazione di 4 mani di un protettivo impermeabilizzante trasparente che “chiuderà” il cerchio alla resistenza del materiale agli aggressivi chimici e all’acqua. Quanto costa rivestire una cucina in microcemento? I prezzi sono personalizzati e variano a seconda del tipo di lavoro che va fatto. Non esiste un prezzo “standard”. Ogni lavoro avrà il suo prezzo. Nel caso specifico, il lavoro descritto in questo articolo è costato poco meno di 2000€ + iva. stai pensando che è giunta l’ora di cambiare il tuo pavimento? allora fai il primo passo e clicca qui sotto per entrare in contatto con noi, vieni a vedere senza impegno il nostro showroom si faccio il passo! 🙂 Anche per questa volta siamo giunti al termine, seguici sui nostri canali social e youtube (artepiana) e condividi questo articolo, ci aiuterai moltissimo a crescere e farci conoscere.

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Pavimenti 3D

Pavimenti in resina 3D, un tocco di classe! Provate a fare una ricerca in rete su chi realizza pavimenti in resina 3d, vi accorgerete che “tutti ne parlano” ma sono pochissimi quelli che li realizzano concretamente. Il motivo è semplice, realizzare una pavimentazione in resina 3d non è una cosa facile, richiede attenzione, cura del particolare ed estrema pulizia. Cosa sono i pavimenti 3D? Le pavimentazioni in resina 3d (pavimenti con un effetto tridimensionale) sono un particolare tipo di pavimentazione che riproduce degli effetti tridimensionali sul pavimento grazie a delle fotografie (che riproducono nel concreto l’effetto tridimensionale) che vengono applicate su fondi in resina appositamente preparati per poi esser ricoperte da una resina a colata trasparente che una volta consolidatasi sigilla la foto trasformandola in una pavimentazione vera e propria. Le pavimentazione in resina in 3d vengono scelte per arredare bagni, stanze gioco per bambini, cucine o comunque sono installate in ambienti dove si vuole riprodurre un ambiente giovane, dinamico o scenografico. Quanti giorni occorrono per realizzare un pavimento in resina 3d? Dipende dalle dimensioni della stanza, ad ogni modo, in condizioni normali, per una stanza di circa 10-15 mq saranno necessari circa 4 giorni di lavoro.  Come realizzare un pavimento in resina 3d: Occorrono macchinari appositi ed una buona manualità ed esperienza, per questo sconsigliamo il “fai da te”, premesso ciò, per poter costruire un pavimento tridimensionale occorrerà valutare il fondo ed il livello di umidità. Successivamente si procederà a realizzare una base in resina e quarzo (due mani con granulometria di quarzo differenti) che una volta carteggiata sarà pronta per accogliere l’installazione della fotografia. Per tale operazione, la nostra azienda ha selezionato un fornitore che si preoccupa di stampare ed applicare la fotografia che avrai scelto sul pavimento (questa operazione è molto delicata ed occorre che venga fatta da una mano abituata ad applicare vetrofanie, per questo non la facciamo noi direttamente) che avremo realizzato e dopo qualche ora sarà nostra cura procedere alla colata finale della resina che sigillerà definitivamente il lavoro. Pavimenti 3D prezzi: Purtroppo non possiamo darti un prezzo preciso, questo varia in base alla fotografia che scegli ed alla dimensione della superficie da trattare. Chiamaci al 3483907380 oppure compila il form che vedi, ti chiameremo e una volta che ci avrai spiegato lituo progetto ti forniremo un prezzo definitivo.

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resina pavimenti esterni

quando la resina deve necessariamente essere resistente Se ti sei avvicinato al mondo delle resine, molto probabilmente avrai sentito dire che le resine per l’esterno sono ” a rischio” in quanto potrebbero ingiallire o non resistere agli agenti atmosferici. Iniziamo col dire che occorre fare un “distinguo” fra il tipo di resina che si vorrebbe mettere in esterno. Ad esempio se decidessi di far applicare una resina epossidica, il rischio che questa possa distaccarsi o rovinarsi col tempo (ad esempio ingiallire) è abbastanza improbabile. La resina epossidica che applichiamo noi , ad esempio, ha proprio la denominazione “per esterni” sulla scheda tecnica, ed è anche resistente al calpestio-. L’inconveniente della resina epossidica è  che tende ad “appiattire” tutto ed essendo utilizzata principalmente nell’industria ( viene usata per pavimentazioni industriali, resine per magazzini etc)  non ha quel “tocco in più” che la resina in pasta  ha. resina in pasta, oggi anche per i pavimenti esterni In realtà non è che prima non ci fossero resine in pasta per gli esterni, è solo che non venivano consigliate  spesso perchè la loro formulazione era studiata principalmente per gli interni e quindi -a contatto con gli agenti atmosferici- tendevano o a rovinarsi più velocemente. Ora il problema è stato risolto. Applichiamo una resina in pasta studiata appositamente per pavimentazione esterne. Nessun problema di ingiallimento e nessuna paura dell’acqua , grandine, escursioni termiche o sole intenso. Questa resina che è della stessa “famiglia” di quelle  che utilizziamo in interno  ( puoi vedere nella gallery dei nostri lavori) ha la caratteristica di contenere  delle microfibre e ciò le consente di donare ai pavimenti in resina una  elevata resistenza con un  pregevole impatto estetico. Il fatto poi che sia una resina “gemella” di quella che viene usiamo per gli interni  fa si che qualora si desiderasse ottenere una superficie contigua fra interno ed esterno, questa risulta essere la soluzione migliore perchè è colorabile esattamente come la resina per pavimenti interni. il basso spessore rende la resina pavimenti esterni l’ideale quando si ha poco spessore Un aspetto molto importante, che spesso determina la scelta di un materiale piuttosto che un altro, è lo spessore che questo raggiunge una volta posato. Ora  cerchiamo di capire il motivo per cui si cerca di utilizzare pavimenti a basso spessore. Quando si decide di “rifare un terrazzo” è perchè nella maggior parte delle volte si hanno problemi di: infiltrazione d’acqua distaccamenti delle precedenti mattonelle (esempio massetto usurato) motivi estetici/ristrutturazione In caso di presenza di infiltrazioni, è necessario dover applicare una guaina che impedisca all’acqua di penetrare attraverso il pavimento  e successivamente  rivestire la guaina applicata con del pavimento nuovo. Questa operazione comporterebbe sia lo smantellamento del vecchio pavimento/vecchia guaina sia l’installazione di un nuovo pavimento Con costi  e tempistiche esorbitanti   Impermeabilizzare un terrazzo con le resine è la soluzione più economica, affidabile e pratica Noi ad esempio, applichiamo senza smantellare il vecchio pavimento una guaina liquida armata con fibra di vetro e successivamente la  resina per  pavimenti esterni di cui stiamo parlando in questo articolo. Lo spessore totale non arriva al cm ed hai una garanzia decennale per la guaina ed un pavimento in resina del colore che desideri che non ti costringerà a dover far rifilare porte e finestre. Quanto costa una resina pavimenti esterni? Questo tipo di resina costa un pochino di più rispetto alle resine in pasta per interni o alle epossidiche (circa un 15% in più) e questo è dovuto al fatto che essendo -al momento – l’unica resina garantita per stare in esterno, chi la produce ha dei costi un pò più elevati. Per sapere quanto potrebbe costare il tuo pavimento in resina per esterni non devi far altro che contattarci chiamandoci al numero verde che vedi qui sotto o compilando il form di seguito

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come evitare crepe sul pavimento in resina

DESOLIDARIZZAZIONE DEI PAVIMENTI SEMBRA UNO SCIOGLI LINGUA, MA E’ IL SISTEMA INNOVATIVO PER EVITARE CHE SI FORMINO CREPE SULLA RESINA IN FUTURO Uno delle obiezioni che riguardano più frequentemente i pavimenti in resine e i pavimenti in microcemento (a proposito ti ricordo che siamo rivenditori del microcemento topciment)  riguardano la formazione di crepe sulla superficie. Non se ne comprende il motivo, ma visto che lo spessore medio di un buon pavimento in resina o di microcemento sia di circa 2-3mm automaticamente si da per scontato che questo possa creparsi molto facilmente. In realtà le cose non stanno proprio cosi e te lo spiego in poche parole. i pavimenti in resina si crepano se il sottofondo su cui sono posati è danneggiato. Proprio cosi, la dura realtà è questa. Se il sottofondo su cui viene posata la resina è fragile o si crepa a sua volta, allora anche la resina si creperà. Se potessimo analizzare una porzione di pavimento in resina su cui si è formata una crepa, potrai notare come anche il massetto su cui essa è posata mantiene la stessa crepa speculare a quella presente sulla resina stessa. Ciò dipende dal fatto che la resina si lega al 100% al sottofondo su cui viene posata e quindi ne segue i movimenti strutturali. come posso evitare la formazione delle crepe sul pavimento in resina? ci sono due metodi principali per evitare che il tuo pavimento in resina possa creparsi. Il primo metodo (probabilmente il più importante) è quello  -in fase di soprallugoo-di verificare in modo “certosino” il sottofondo sul quale si intenderà andare a posare la resina (massetto o pavimento che sia). Affidarsi ad un buon tecnico per posare la resina di casa tua è fondamentale (a roma puoi rivolgerti a noi) poi c’è un sistema innovativo che ti mette al riparo dalla formazione delle crepe anche se il massetto su cui intendi posare la resina sia il più instabile possibile. Questo sistema per evitare la formazione di crepe sul pavimento in resina si chiama DITRA desolidarizza le due parti ed evita la formazione di crepe sul pavimento in resina proprio cosi, questo prodotto ha la funzione di separare i due strati di pavimento e fare in modo che il pavimento che verrà posato nello strato superiore della ditra, non subisca i movimenti statici e dinamici del pavimento (vecchio massetto) sottostante. noi abbiamo utilizzato questo sistema (che fra l’altro è anche un ottimo sistema impermeabilizzante) in diverse occasioni, l’ultima volta è stato un paio di settimane fa su di un cantiere in cui il vecchio pavimento presentava diverse problematiche di staticità e la formazione delle crepe sarebbe stata scontata. e tu? vorresti un pavimento in resina ma hai paura che si possano formare delle crepe? chiamaci al n verde 800971727 o scrivi a info@artepiana.com e risolveremo il tuo problema

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Ristrutturare senza togliere il pavimento

ristrutturare senza togliere il pavimento Facebook LinkedIn Pinterest Twitter 4 consigli + 2 per cambiare il pavimento di casa senza demolire! Stai per ristrutturare casa devi decidere cosa fare del pavimento esistente. Potresti toglierlo e metterne un altro, questa è la soluzione più rapida ma -indubbiamente-la meno “indolore”. Una ristrutturazione per essere veramente indolore deve avere  3 caratteristiche: essere veloce  essere pulita deve permetterti di aver in giro per casa gli operai il minor tempo possibile Sicuramente, l’andare a togliere il vecchio pavimento non è la soluzione migliore per rispettare queste 3 semplici regole. Ci sono delle alternative, molto valide, che possono aiutarti ad eseguire una ristrutturazione di casa senza dover andare a rimuovere anche il pavimento, che -come sappiamo- nella maggior parte delle volte è l’operazione più complicata e articolata da dover fare. Il comune denominatore delle soluzioni che ti sto per dare è quello di andare a rivestire il vecchio pavimento con altri materiali che si potranno collocare sopra alla vecchia superficie. Per prima cosa, dovremo accertarci che il pavimento che vogliamo ricoprire sia comunque in buono stato. Se fosse malconcio, ad esempio suonasse a vuoto oppure molte piastrelle fossero rotte o si distaccassero dal sottofondo, allora queste soluzioni potrebbero non essere tutte idonee. Ma (come avviene nella maggior parte delle volte) si trattasse solo di cambiare aspetto al pavimento, allora continua a leggere che troverai diversi spunti interessanti. Altra cosa da tener presente è lo spessore del rivestimento che vorrai andare ad usare. Devi ricordarti delle porte delle finestre ed anche dell’altezza generale del soffitto ( ti ricordo che ci sono delle normative da rispettare) alcune volte uno spessore troppo alto potrebbe non andar bene. Le 4 soluzioni di cui ti parlo sono: Il gres porcellanato: (guarda il nostro video  sul gres porcellanato nel nostro canale) può essere incollato direttamente sopra le piastrelle previa una adeguata pulizia ed anche una bella smerigliatura. Andranno rimossi tutti i residui di colla, polvere sporco perchè potrebbero impedire un adeguato incollamento fra il vecchio pavimento ed il nuovo. Il gres -come sappiamo- è molto comodo perchè resistente e perché riproduce buona parte di tutte le pavimentazioni esistenti (in sostanza è un fake 🙂 ) tuttavia devi ricordarti che si “porta dietro “ diverse problematiche inerenti la manutenzione ordinaria (guarda il video relativo sul canale) altra soluzione è il laminato: si tratta di hdf pressato sulla cui superficie viene riprodotta una pavimentazione in legno. E’ un prodotto estremamente commerciale ed economico. Ha uno spessore di pochi mm (arriva max a 6mm) ma soffre molto l’umidità (anche se è trattato per tollerarla). Si monta molto facilmente. Ricorda alla lontana un parquet col quale però ha poco in comune. In questo caso non occorre usare la colla per montarlo, basta utilizzare il comodo incastro “maschio femmina”. A seguire il PVC: è plastica ed è la versione 2.0 del laminato. Questo prodotto non teme l’umidità pertanto può essere installato in qualsiasi ambiente, anche umido può essere incollato oppure montato sfruttando i pratici incastri maschio femmina. Infine, ultimo ma non ultimo, abbiamo le resine ed i microcemento. Sono gli unici prodotti a basso spessore, resistenti a tutto anche all’umidità. Aderiscono al pavimento in modo incredibile, non si staccano e lo rivestono al 100% senza continuare a far vedere la vecchia forma del pavimento pre esistente Non approfondisco perchè qui ne parliamo abbondantemente. Alternativa al microcemento c’è la resina epossidica (altrimenti chiamata “porcellanato liquido) che va a riprodurre effetti molto cangianti e belli come il marmo (resina effetto marmo). le due soluzioni “extra” sono: colorazione delle piastrelle con resina liquida, in questo caso lo spessore raggiunto è di 2,5 micron ma non cambierai aspetto al pavimento esistente (ti limiterai a cambiargli colore) e la moquette. Quest’ultimo prodotto richiede però molta più manutenzione e pulizia programmata perchè andrebbe lavata con appositi macchinari di tanto in tanto per elininari polvere, acari etc. E’ tutto per questa volta, ci vediamo presto.

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Costi Bagni in Resina

quali sono i costi bagni in resina Bagni in resina: costi e prezzi, tutto quello che devi sapere! Quello che molti  non sanno è che la resina è un materiale poliedrico che può essere applicato su tutte le superfici. Sia che tu abbia un pavimento in parquet o legno, sia che tu debba rivestire una superficie in acciaio o alluminio o semplicemente debba rivestire un vecchio pavimento, la resina è il materiale più adatto alle tue esigenze. I vantaggi di un pavimento in resina sono diversi, ora non è il caso di fare l’elenco “della spesa” (per quello ti basta visitare il nostro blog e leggere alcuni degli articoli presenti) ma ti basti sapere due cose, la resina non richiede lo smantellamento del pavimento pre-esistente (quindi gli possiamo andare sopra tranquillamente) e sopratutto a lavoro finito raggiunge uno spessore medio oscillante fra i 3 ed i 4 millimetri, di conseguenza ci da il grande vantaggio di non dover alzare o tagliare le porte. si può applicare la resina sui rivestimenti dei bagni? Ebbene si, la resina più essere applicata anche sui rivestimenti dei bagni. Questo comporta un grandissimo vantaggio economico, poiché dover smantellare i rivestimenti di un bagno ha dei costi non indifferenti (se sommassimo la manodopera, lo smaltimento, i costi di trasporto dei calcinacci non spenderesti meno di 25-30€ /mq cui poi devi aggiungere il rifacimento delle pareti). Ma se devo fare delle tracce al bagno devo smantellare tutti i rivestimenti? Certo che no!, il consiglio che diamo sempre ai nostri clienti è quello di limitarsi a smantellare solamente le parti di pavimento o rivestimento in cui dovranno passare le nuove condutture e scarichi, tutto il resto non serve che venga smantellato. Sarà sufficiente chiudere tutto con del cemento a presa rapida e portare tutto alla stessa quota e a quel punto basterà ridare la resina in modo uniforme su tutta la superficie ed al termine del lavoro non si noterà la differenza tra la parte in maioliche e quella in cemento. Posso rivestire co la resina anche alla doccia e al piatto doccia? Non ci crederai ma la resina è un materiale completamente impermeabile (attenzione pur essendo impermeabile non va bene per impermeabilizzare i terrazzi in cui si hanno problemi di infiltrazione d’acqua, per quello ti invitiamo a leggere questo articolo) quindi è un materiale adattissimo per essere applicato al posto delle piastrelle di una doccia o per rivestire un piatto doccia o -perchè no- una vasca da bagno. Spesso e volentieri molti clienti si limitano anche solo a rivestire il piatto doccia, si fanno costruire un piatto in cemento della grandezza e la pendenza che desiderano e poi noi pensiamo a rivestirlo in resina. perchè i bagni in resina stanno sempre prendendo più piede? Per prima cosa sono un elemento di design moderno che piace molto agli arredatori e alle coppie che vogliono ringiovanire il loro “leaving”, tuttavia un motivo è che ci si può sbizzarrire con la fantasia e giocare sia con la matericiità del prodotto che con i colori. Il fatto che poi si elimina completamente il problema delle fughe fra una piastrella e l’altra è una ragione in più per cui molte persone e diversi architetti scelgono questo prodotto. La resina infatti è uno dei prodotti più igienici presenti sul mercato. il calcare crea problemi alla resina? La resina, alla stregua di qualsiasi altra tipologia di pavimentazione, è un materiale inerte che subisce l’aggressione di agenti esterni. Il calcare è uno dei problemi che assilla tutte le superfici. Nei terrazzi, i pavimenti sono aggrediti dal calcare che si forma a seguito dell’impianto di irrigazione, nelle docce il problema è simile. Il calcare (specie se vivi a Roma dove l’acqua è particolarmente calcarea) se non viene  rimosso ogni due tre giorni con un pochino d’acido tamponato macchia la superficie e per rimuoverlo poi diventa una faticaccia. Noi abbiamo due consigli: il primo è quello di scegliere un colore non troppo scuro per la resina del bagno in questo modo sarà meno evidente l’eventuale aggressione del calcare, il secondo consiglio (che probabilmente è anche il più importante) è quello di asciugare con una pezza sia le pareti della doccia che il piatto doccia, in questo modo non c’è alcuna possibilità di formazione del calcare. In ogni caso, qualora leggessi questo articolo quando ormai la resina del tuo bagno ha cambiato colore per il calcare, usando un buon anti calcare o dell’acido tamponato, risolverai il tuo problema. A tal proposito ti segnaliamo questo interessante articolo che parla del ph e di che prodotti usare per pulire i vari tipi di pavimento come il marmo. quali sono i costi bagni in resina? Eccoci arrivati alla domanda principale di questo post: quanto costa un bagno in resina? Noi ti possiamo dare dei prezzi indicativi che però ti serviranno per farti un’idea di quanto potresti andare a spendere. Per prima cosa le dimensioni contano. Più un bagno è piccolo e in proporzione maggiore sarà la spesa che dovrai affrontare. In linea generale una bagno realizzato con una resina di buona qualità può costare da un minimo di 800€ e può arrivare a costare anche 1500-2000€ (rivestimenti e pavimento). Ogni caso è un caso a se, quindi la cosa migliore è quella di far fare un sopralluogo ad un tecnico specializzato che quantificare al meglio i costi definitivi per il tuo bagno in resina.

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Impermeabilizzazioni garanzia Durata

Quanto dura una impermeabilizzazione ? garanzia, aspetti normativi e durata A differenza di altri paesi, va ricordato che le normative relative ai prodotti impermeabilizzanti sono facoltative. Tutte le normative di cui parlerò in seguito pertanto, non sono “di legge” ma sono a discrezione del produttore. Quindi basarsi solo sul prezzo del prodotto e non sul prodotto impiegato, spesso porta ad un vantaggio economico che ti si ritorcerà contro nel corso degli anni. Mai come per le impermeabilizzazioni, affidarsi a professionisti seri che utilizzino prodotti certificati e a norma può fare la differenza. Spesso si fa confusione fra la vita utile del componente edilizio e la garanzia dell’impermeabilizzazione correttamente posata in opera trascurando l’importanza della manutenzione nel tempo. La perfetta efficienza di una impermeabilizzazione, dipende infatti da diversi fattori. Se facciamo riferimento alle norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) viene definita “vita nominale” di un’opera il numero di anni nel quale è previsto che l’opera duri purché soggetta alla necessaria manutenzione mantenga specifici livelli prestazionali. Questa norma ha migliorato quella del 2008 (NTC 2008) dove comunque veniva riportato il fatto che doveva essere definito “un piano di manutenzione dell’opera”. Quindi è possibile affermare che garanzia e durabilità del prodotto sono strettamente correlate con un corretto piano di manutenzione del manto impermeabile che è stato realizzato. Come dico sempre il buon giorno si vede dal mattino, pertanto iniziare sin dal sopralluogo a capire il tipo di prodotto da usare in base all’ambiente in cui andarà posata il prodotto aiuterà ad aumentare l’aspettativa di vita del prodotto stesso. Determinare quale siano i fattori che potrebbero interagire con il ciclo di “vita utile” del prodotto usato è fondamentale: Si parte da quelli geografici (dove mi trovo? vicino al mare? rischio salsedine, in montagna? rischio gelo/neve in città rischio grandine, inquinamento etc)  poi a quelli strutturali come eventuali pendenze fatte male, oppure scarichi e discendenti che non fanno bene il loro lavoro e provocano ristagni d’acqua (anche se ora sui ristagni molti prodotti sono testati per contrastare il ristagno d’acqua -tant’è le guaine si usano anche in piscina-.) Questi parametri determinano la scelta del prodotto impermeabilizzante migliore, perchè ce n’è uno per ogni situazione e supporto (a differenza delle guaine bituminose o ardesiate che “quelle sono”)  ed infine va considerato un piano di manutenzione programmato. I requisiti richiesti ad un sistema impermeabile sono strettamente legati alla durata o vita utile (working life) del singolo componente Parliamo della “working life”: i componenti edilizi in relazione alla modalità di degrado e termini di vita media possono essere divisi in Bistabili: ossia tutti quegli elementi che terminano la loro vita istantaneamente senza dar preavvisi (un impianto qualsiasi cessa di funzionare all’improvviso, penso alla mia caldaia!) Elementi caratterizzati da un decrescere progressivo del livello prestazionale, tutti quei prodotti che con il passare del tempo iniziano a decadere più o meno repentinamente fino a raggiungere un livello prestazionale minimo accettabile. Per questo la garanzia di una guaina seppur decennale va considerata “pro rata temporis”in quanto dopo 10 anni non potrà mai mantenere la stessa efficienza dei primi anni e di conseguenza anche la garanzia al 10 anno da parte del produttore avrà un impatto minore che se i problemi avvenissero uno due 3 anni dopo la posa etc.. In ogni caso un precoce decadimento dei livelli prestazionali comporta la “non qualità” dell’opera nel suo complesso. E’ per questa ragione che prevedere un programma di manutenzione accurata è il primo accorgimento, per mantenere ad un grado di accettabilità , funzionalità e sicurezza nel tempo un sistema impermeabile. Ti porto alcuni esempi, è possibile che sul terrazzo o sul lastrico solare negli anni vengano fatti degli interventi di manutenzione straordinaria, chessò vengono installate delle antenne e salgono dei tecnici che inavvertitamente tagliano il manto oppure per mettere dei pannelli fotovoltaici o altro questo viene perforato e sigillato malamente; mancanza di pulizia dei drenaggi, dei pluviali delle gronde etc. Senza fare delle ispezioni, sarà difficile accorgersi di queste cose, perchè -a meno che non si parli di una villetta mono o bi familiare dove chi ci abita ha tutto sotto controllo, in un condominio la vedo difficile che qualcuno si preoccupi di andare a controllare se siano stati fatti dei danni al manto impermeabile. Ciò detto, va detto che anche un sistema impermeabile classificato w3 (25 anni) potrebbe non durare effettivamente 25 anni a causa di variabili dovute all’assenza di manutenzione. Ad oggi anche la sezione degli impermeabilizzanti liquidi risulta normata a seguito della prima stesura della UNI11928-1 del 12-10-23 ove nella prima parte sono idnciate le definizioni e i requisiti da richiedere ai sistemi impermeabilizzanti liquidi. Presto il comitato UNi elaborerà ache le normative relative alla posa. Al momento, occorre affidarsi e fidarsi di posatori seri che rispettano quanto riportato nelle schede tecniche dei prodotti. In conclusione: possiamo dire che c’è la garanzia di legge che è di 10 anni relativamente ai prodotti ed è legata alla serietà dell’azienda produttrice e del posatore. E’ brutto dirlo ma in 10 anni le ditte chiudono, le persone cambiano lavoro o vita (se non peggio) quindi fare solo affidamento ad una garanzia che poi per farla applicare spesso occorre andare in causa è sicuramente più complicato che prevedere un sistema di manutenzione programmata che allungherà la vita media della tua impermeabilizzazione a ben oltre quello indicato nelle schede tecniche o dal produttore a costi indubbiamente più contenuti che non rifare un lavoro da capo a seguito di un problema non risolto. Come hai potuto vedere ho riportato diverse info e non tutte sono farina del mio sacco, come è giusto che sia, ringrazio un articolo di Marco Perez della Icobit che ho avuto la fortuna di trovare in rete. Bene, speriamo di aver soddisfatto i tuoi dubbi.  

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Pavimenti in resina indistruttibili

I pavimenti in resina sono indistruttibili? scopri tutta la verità https://youtu.be/ssX5nZDy79U Oggi affrontiamo un discorso particolare che viene riproposto spesso e volentieri durante gli appuntamenti che facciamo a casa vostra o quando venite a trovarci in showroom. Quanto sono resistenti queste resine? Si, perchè ho l’impressione che spesso molti pensino che siano particolarmente resistenti direi quasi indistruttibili quindi credo sia giunto il momento di parlarne e capire insieme se effettivamente questi pavimenti sono cosi resistenti se non addirittura indistruttibili. Iniziamo subito col dire che i pavimenti in resina non sono indistruttibili, cosi se per caso avessi poco tempo puoi chiudere qui il video e andare a fare altro. Tuttavia, se fossi curioso, continua a vedere il video perchè questa volta farò una disamina completa e mi aspetto che quando tornerai da me non mi farai più questa domanda. Possiamo dividere il video in due parti: la prima : perchè i pavimenti in resina sono resistenti e la seconda parte perchè non sono indistruttibili Quindi: perchè sono resistenti? la prima cosa e forse la più importante, è l’alta resistenza meccanica.  le resine hanno un’alta resistenza grazie alla loro composizione chimica e alle proprietà strutturali. Le resine, una volta indurite, formano una struttura polimerica reticolata, ovvero una rete tridimensionale di legami chimici molto forti. Questo conferisce al materiale: Rigidità e compattezza → Capace di sopportare carichi elevati.   Elasticità controllata → Riduce il rischio di crepe rispetto a materiali più fragili come il cemento.  poi c’è da considerare che le resine vengono combinate con cariche minerali come il quarzo o il silicio oltre al fatto che durante la fase di posa vengono utilizzate anche delle fibre rinforzate come delle reti sintetiche di varia grammatura che servono a conferire alla struttura ulteriore resistenza meccanica. Grazie a tutto questo, il pavimento che si ottiene avrà una elevata resistenza alla compressione e all’usura (ideale per pavimenti industriali e commerciali) e un’ottima resistenza all’impatto che vuol dire una migliore capacità di assorbire colpi senza rompersi. Inoltre le resine hanno una leggera flessibilità che le rende meno soggette a crepe causate da piccoli movimenti strutturali o variazioni termiche. Proseguendo sul discorso non possiamo non considerare la resistenza chimica e quella al calore. Sono ignifughe, resistenti al calore, banalmente si tramuta anche nella possibilità di poter essere usate in zone che poi potrebbero entrare a contatto con prodotti molto caldi, come  una vasca da bagno o un lavello sul quale rovesciamo l’acqua bollente quando scoliamo la pasta. Questo ci porta al terzo punto, la resistenza all’acqua.Questi prodotti sono impermeabili e quindi possono essere usati in doccie, vasche da bagno e piscine. Ora vediamo perchè non sono indistruttibili. per prima cosa subiscono l’usura del tempo, questo come tutti i pavimenti in genere. Con gli anni possono graffiarsi e opacizzarsi soprattutto in ambienti molto specializzati. Sono sensibili ad oggetti appuntiti , possono essere graffiati da mobili trascinati o a causa di colpi con utensili taglienti. C’è un rischio di crepe se viene posata su supporti instabili, è per questo che prima di essere posata occorre verificare bene il supporto su cui deve essere messa Infine una prolungata esposizione ai raggi UV può provocare la formazionedi aloni o scolorimenti. Ma allora queste motivazioni di cui ti ho parlato sono motivazioni sufficienti per non mettere i pavimenti in resina in casa propria? Io direi di no, se ci pensi sono più i vantaggi che gli svantaggi. Alla fine, anche il marmo si graffia facilmente se trascinassi un mobile e si alona immediatamente se venisse a contatto con una piccola goccia di limone.  Ti assicuro che alle volte anche un sassolino sotto la suola delle scarpe possono graffiarlo. Stessa cosa accade al parquet.  Si graffia con estrema facilità e la resistenza ai raggi UV è minima, infatti -se non mi credi- prova a spostare un mobile e vedrai che la parte protetta sarà sicuramente più chiara rispetto alla parte di parquet esposta al sole. Anche il gres porcellanato può scheggiarsi  o rompersi sotto urti molto forti, giunti e fughe possono deteriorarsi, può risultare scivoloso ed è più difficile da riparare. Quindi, i pavimenti in resina, sono sicuramente una soluzione resistente e durevole ma -come qualsiasi pavimento- richiedono una corretta manutenzione e un uso adeguato per garantire una lunga durata.   forse potrebbe interessarti lucidatura marmo impermeabilizzazione terrazzi microcemento 

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Microcemento cosa devi sapere

Il microcemento è un rivestimento decorativo a basso spessore che permette di realizzare pavimenti e superfici continue, senza fughe e con un’estetica moderna. Può essere applicato anche sopra molti pavimenti esistenti, evitando in diversi casi demolizioni invasive, e può raggiungere uno spessore complessivo di circa 2,5-3 millimetri. È apprezzato per la versatilità, l’ampia scelta di colori e finiture e la possibilità di utilizzarlo non soltanto sui pavimenti, ma anche su pareti, bagni, scale e altri elementi. La qualità del risultato, tuttavia, dipende fortemente dalla corretta preparazione del supporto e dall’esperienza di chi esegue la posa. Vediamo quindi cos’è il microcemento, come si applica, quali sono i suoi pro e contro, come si pulisce e quando conviene sceglierlo per rinnovare gli ambienti di casa. cos’è il microcemento? come si applica, come si pulisce e su cosa posso metterlo https://youtu.be/cZWlcffcfPQ?si=MaMlKi7QhUyOzFO1 Per capire che cos’è il microcemento bisogna partire dalla sua composizione. Si tratta di un rivestimento a base cementizia formulato con leganti idraulici, inerti selezionati, resine sintetiche, additivi specifici e pigmenti. A seconda del sistema utilizzato, i componenti vengono preparati e miscelati in cantiere secondo proporzioni precise prima dell’applicazione. Una volta completato il ciclo di posa, il pavimento in microcemento presenta uno spessore estremamente contenuto, generalmente nell’ordine di pochi millimetri. Questa caratteristica rappresenta uno dei suoi vantaggi principali nelle ristrutturazioni, perché consente spesso di intervenire sopra una superficie esistente senza modificare sensibilmente le quote del pavimento. Il risultato è una superficie continua, caratterizzata dall’assenza delle classiche fughe delle piastrelle. Il microcemento assume così un ruolo che va oltre quello di semplice materiale da costruzione: diventa un vero elemento decorativo capace di contribuire all’identità dell’ambiente. L’effetto finale non deve necessariamente essere quello del cemento grezzo. Colore, texture, intensità della spatolatura e grado di brillantezza possono essere personalizzati per ottenere superfici contemporanee, minimaliste oppure più materiche. Perché scegliere un pavimento in microcemento? Negli ultimi anni i pavimenti in microcemento sono diventati sempre più richiesti perché permettono di combinare esigenze estetiche e pratiche. Il primo elemento che colpisce è sicuramente la continuità visiva della superficie. L’assenza di fughe crea un pavimento uniforme che può contribuire a far percepire gli spazi come più ampi e ordinati. È una caratteristica particolarmente interessante negli appartamenti contemporanei e negli ambienti nei quali cucina, soggiorno e zone di passaggio comunicano tra loro. Un altro vantaggio importante è la possibilità, quando le condizioni del supporto lo consentono, di applicare il microcemento su un pavimento esistente. Piastrelle e altre superfici non devono quindi essere necessariamente demolite. Questo può ridurre le opere edili necessarie e rende il microcemento particolarmente interessante per chi desidera rinnovare un appartamento senza affrontare una demolizione completa delle vecchie pavimentazioni. Il basso spessore contribuisce ulteriormente a questa versatilità. Con circa 2,5-3 mm di rivestimento complessivo, in molti interventi non è necessario modificare in maniera significativa porte, soglie e altri elementi presenti nell’abitazione. Su quali superfici si può applicare il microcemento? Uno degli aspetti più interessanti del materiale è la sua capacità di aderire a numerosi tipi di supporto. Il microcemento per pavimenti può essere utilizzato su massetti adeguatamente preparati e, previa verifica delle condizioni del fondo, su pavimentazioni esistenti. Può inoltre essere impiegato sulle superfici verticali. Per questo viene spesso scelto per rivestire le pareti del bagno, creando continuità tra pavimento e parete ed eliminando visivamente le interruzioni tipiche delle piastrelle. Le possibilità decorative non finiscono qui. Il microcemento può essere utilizzato su scale e altri elementi architettonici e, con sistemi e preparazioni adeguati, anche su alcuni complementi e superfici d’arredo. Questo non significa però che possa essere steso indistintamente sopra qualsiasi superficie senza preparazione. Prima della posa è indispensabile verificare stabilità, planarità e condizioni del supporto. Un fondo deteriorato, instabile o caratterizzato da movimenti e fessurazioni deve essere trattato prima di ricevere il nuovo rivestimento. Come si posa il microcemento? La posa del microcemento è uno degli aspetti più importanti per la durata e la qualità estetica del pavimento. I cicli possono cambiare in funzione del produttore e del sistema utilizzato, ma generalmente comprendono preparazione del sottofondo, applicazione del primer, realizzazione degli strati di microcemento e successiva protezione della superficie. Prima di iniziare è fondamentale controllare il supporto. Se si interviene, ad esempio, sopra vecchie piastrelle, bisogna verificare che siano ben aderenti e che il fondo sia stabile. Eventuali problemi presenti sotto il rivestimento non scompaiono semplicemente ricoprendoli. Dopo la preparazione viene applicato il primer necessario a favorire l’adesione. In funzione del supporto e del ciclo previsto può inoltre essere utilizzata una rete in fibra di vetro con funzione di rinforzo. Il microcemento viene successivamente steso manualmente con spatole in acciaio. È proprio questa lavorazione artigianale a contribuire al caratteristico effetto spatolato e alle leggere variazioni superficiali che rendono ogni pavimento differente. Tra una mano e quella successiva, dopo l’asciugatura, vengono eseguite specifiche lavorazioni di carteggiatura per eliminare irregolarità e creste prodotte dalla spatolatura e preparare correttamente la superficie alla fase seguente. Il ciclo si conclude con l’applicazione della finitura protettiva. Questo passaggio è essenziale perché protegge il rivestimento dall’acqua e dalle sostanze che potrebbero macchiarlo. La superficie può essere realizzata, a seconda del risultato desiderato e del sistema scelto, con una finitura opaca, satinata o lucida. Microcemento su piastrelle: bisogna demolire il vecchio pavimento? Una delle domande più frequenti riguarda proprio la posa del microcemento su piastrelle. In molti casi il vecchio pavimento può rimanere al suo posto, a condizione che sia sufficientemente stabile e adatto a ricevere il nuovo ciclo. Questo rappresenta un vantaggio significativo durante una ristrutturazione. Evitare la demolizione significa ridurre le lavorazioni più invasive e permette di trasformare completamente l’estetica degli ambienti attraverso un rivestimento di pochi millimetri. La valutazione preliminare rimane però indispensabile. Se le piastrelle sono distaccate, il supporto presenta crepe o esistono problemi strutturali, applicare semplicemente il microcemento sopra il vecchio pavimento non risolve la causa del problema. Per questo motivo è importante affidarsi a un posatore di microcemento specializzato, capace di analizzare il fondo prima di decidere quale ciclo applicativo utilizzare. Microcemento in bagno: è una buona soluzione?

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C’è un posto, dove puoi trovare sempre informazioni aggiornate inerenti il mondo delle resine.   Il nostro canale youtube Abbiamo scelto di creare un canale per divulgare il mondo delle resine e far conoscere alla maggior parte delle persone il fantastico mondo delle resine. Ci sono troppe “fake news” riguardo questo materiale che portano molte persone  a scegliere pavimentazioni “classiche” come il grès porcellanato o il parquet rinunciando alla comodità di un pavimento simile. Quindi fatti un’idea e scegli “non per sentito dire” ma perchè sei sicuro di ciò che vedrai. https://youtu.be/ytFi0z4E2xo resine sotto stress In queesta play list raccolgo tutti i video in cui metto “sotto stress” i pavimenti in resina. Cosa succede ad un pavimento in resina se cade un piatto? E se si versasse del detersivo? Qui troverai le risposte. Guido, sottopone questi pavimenti alle peggiori torture entra e vedi i video cliccando qui

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